Salgono i costi di conferimento dei rifiuti in discarica e aumenta la Tari a carico dei cittadini. È quanto è emerso nella seduta di consiglio comunale tenutasi ieri pomeriggio nella quale sono stati approvati (con i voti della maggioranza) sia il Piano Economico Finanziario che le tariffe dell’anno 2022 relative, appunto, alla tassa sui rifiuti.
È toccato all’assessore al Bilancio Pietro Sgarlato spiegare al civico consesso che “il costo del conferimento dei rifiuti in discarica è passato da 130 euro a tonnellata agli attuali 205. Una tariffa, quest’ultima, che potrebbe ulteriormente aumentare già dal mese prossimo, specie se bisognerà trasportare gli scarti di lavorazione fuori regione, visto che non è ancora stata decisa la sede della discarica di servizio da realizzare nel territorio metropolitano”.
Sgarlato ha spiegato altresì che “per come è attualmente strutturata la Tari, con gli incassi bisogna coprire l’intero ammontare dei costi di conferimento, che supera i 2.216.000 euro. Da quando si è insediata questa amministrazione ha subito sbloccato la fatturazione elettronica ai consorzi di riciclo dei rifiuti differenziati, recuperando 175.000 euro, ed è in fase di trattativa con la Città Metropolitana per
abbassare le tariffe: le sole royalties che il Comune prende perché ospita un impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti non possono bastare”. E se il Piano Economico Finanziario gode dell’approvazione del collegio dei revisori, dai banchi dell’opposizione, il capogruppo di “La Nostra Missione” Domenico Catalano ha aspramente criticato i criteri adottati nella determinazione delle tariffe “perché – ha spiegato – penalizzano i meno abbienti e le famiglie numerose, non tenendo nella debita considerazione la qualità del servizio, che a Siderno non è proprio ottimale” aggiungendo, dopo che dalla giunta gli hanno ricordato che i metodi sono dettati dell’autorità nazionale e non si può derogare agli stessi, che avrebbe preferito “un sistema misto e comunque tale da prevedere dei meccanismi di
perequazione”.
La sindaca Mariateresa Fragomeni ha garantito che “dal 2023 il Comune di Siderno sarà attrezzato per adeguarsi agli standard qualitativi di raccolta differenziata previsti dall’Arera” e l’approvazione del Pef 2022 è passata coi voti della maggioranza.
Ancora più dibattuto il successivo punto all’ordine del giorno, specificamente dedicato alle tariffe Tari dell’anno 2022. Nel relazionare, l’assessore Sgarlato ha spiegato che “la tariffa si compone di una quota fissa (calcolata sul numero degli occupanti di un’abitazione) e di una variabile, determinata dai metri quadri della superficie. È evidente – ha proseguito – che un nucleo con più abitanti produrrà
una quantità maggiore di rifiuti e dovrà pagare di più”. Quindi ha parlato dell’impegno nella lotta all’evasione tributaria “grazie al quale abbiamo censito nei primi quattro mesi dell’anno – ha detto l’assessore – il doppio delle nuove utenze precedentemente non iscritte a ruolo del 2021”.
Il consigliere Catalano ha replicato dicendo che “il problema vero è che non si incassano i tributi accertati perché ora è facile incrociare i dati e scovare le utenze che non erano iscritte”. Nella controreplica l’assessore Sgarlato ha ricordato che “a seguito della crisi post Covid sono state sospese le riscossioni coattive dei tributi” mentre il consigliere di Siderno 2030 Stefano Archinà ha tacciato la maggioranza di “mancanza di coraggio perché – ha detto – incapace di andare oltre a una politica che vada oltre i tecnicismi. Si poteva rinviare gli aumenti e chiedere al Prefetto di tenere nella debita considerazione la stanchezza di una comunità che deve pagare per un servizio spesso non all’altezza”. Il consigliere Antonio Cosimo Pio Trimboli ha invitato il consiglio “a sfruttare i prossimi tre anni, in cui il servizio verrà affidato a un nuovo gestore, per programmare – ha proposto – un futuro di
reinternalizzazione della gestione integrata dei rifiuti che sarebbe migliore e sicuramente meno cara”.
fonte: Gianluca Albanese lentelocale.it