Aristide Bava
SIDERNO – In città non si sono sopite le voci su un nuovo possibile dissesto finanziario cosa che obiettivamente desta seria preoccupazione in seno all’intera cittadinanza. Sulla questione ha deciso di intervenire Antonio Commisso, ex assessore all’ambiente del Comune una diecina di anni addietro. “Negli ultimi dieci anni – dice – se si escludono gli spezzoni amministrativi di Ritorto e Fuda, per la maggior parte del tempo il Comune è stato gestito da commissari di Governo. La domanda che molti si fanno è: quali attività di sanificazione finanziaria e che tipo di gestione sono state fatte in questi anni ? “. A questo interrogativo Commisso aggiunge ” E’ sotto gli occhi di tutti la condizione della città, abbandonata su tutti i fronti, senza nessun dato su quelle che sono state le linee guida dei nostri amministratori/Commissari pro tempore. L’unica cosa che è palese a molti cittadini è l’irrigidimento burocratico e la quasi totale chiusura del dialogo tra la città ed i funzionari che amministrano. Le uniche occasioni di confronto con l’operato dei nostri governanti si sono ridotte a semplici comunicazioni senza nessun dialogo o interlocuzione, nemmeno a fini ricognitivi, con gli attori principali della città, associazioni di ogni categoria e partiti politici. Gli spifferi che parlano di una subdola volontà da parte di questa triade commissariale di dichiarare il dissesto finanziario dell’ente – aggiunge Antonio Commisso – destano moltissime preoccupazioni nella comunità. Se così fosse ci si chiede come sia stato possibile approvare rendiconti di bilanci afferenti all’ultima amministrazione democraticamente eletta e successivamente, a distanza di un solo anno, valutare l’ipotesi di dichiarare l’ipotesi di un ennesimo default ? Cosa potrà essere successo in un anno ? “. L’ex assessore si riserva di vedere come andrà a finire ma si sofferma sulla sensazione che ” lo Stato rappresentato dai commissari, stia seminando trappole nella macchina amministrativa e pare ormai più che palpabile che il rischio è di rendere nullo qualsiasi futuro apporto politico amministrativo sul fronte della gestione del Comune”. Poi aggiunge “.Al netto di tutte queste considerazioni una cosa è certa. Il rapporto tra il comune ed i cittadini dovrà cambiare radicalmente.. Dovrà cambiare la concezione che i cittadini hanno della cosa pubblica ed in particolare dei tributi comunali. Solo così i servizi potranno essere il vicendevole frutto tra un cittadino che paga le tasse e una macchina amministrativa che garantisca efficienza nei servizi offerti. Riavvicinare le istituzione ai cittadini – conclude Commisso – sarà la vera grande sfida che impegnerà nel prossimo futuro ogni forza politica al nobile fine di risollevare finalmente la nostra città “.