Recentemente il Professor Anthony Nobles – il luminare che ha inventato il sistema di chiusura di forame ovale senza l’impiego di una protesi permanente – ha assistito a due interventi di questo tipo realizzati dal Primario di Cardiologia dell’Ospedale di Mirano della Ulss 3, Salvatore Saccà.
La Cardiologia di Mirano è stata la prima nel Triveneto, nel febbraio del 2018, a chiudere il cosiddetto “forame ovale” con un sistema di sutura superando così, per alcuni casi selezionati, l’impiego della protesi ad ombrellino: ad oggi, sempre a Mirano, sono stati effettuati ben quindici casi di chiusura con una sola sutura per via percutanea, senza l’utilizzo di protesi permanente.
“E’ stato un onore avere con noi il Professor Nobles – ha detto il Primario della Cardiologia, il Dottor Salvatore Saccà – il quale ha riconfermato l’idoneità di questo servizio a praticare questo tipo di intervento qui a Mirano, dove abbiamo già trattato alcuni casi con risultati molto buoni. Il primo caso, lo ricordo bene, fu un ragazzo giovane, inviatoci dal neurologo come candidato per questo tipo di intervento che, fino a poco tempo prima, veniva eseguito solamente tramite l’utilizzo di una protesi. In quella occasione, per la prima volta abbiamo effettuato, nelle sale di emodinamica di Mirano, l’intervento chiudendo il forame ovale attraverso un nuovissimo sistema di sutura diretta percutanea, che può ricordare un po’ lo stesso sistema della macchina da cucire”.
Ma cosa si intende per forame ovale? Il forame ovale è una apertura che collega la parte destra con la parte sinistra del cuore e che permette il passaggio di sangue ossigenato nella vita intrauterina. Generalmente si chiude al momento della nascita, quando cioè il neonato viene alla luce e si attivano i polmoni. Nel 20% della popolazione questo foro non si chiude e ciò generalmente non crea problemi; tuttavia in una piccola percentuale di persone, la presenza del forame ovale pervio, attraverso il quale persiste il passaggio di sangue può comportare anche il transito di eventuali trombi, che possono essere causa di ictus o ischemie cerebrali transitorie (come nel caso del ragazzo trentenne operato a Mirano qualche giorno fa). Per evitare eventuali recidive, il foro può essere occluso con un intervento mininvasivo per via percutanea mediante l’impiego di una protesi metallica dedicata, comunemente chiamata ombrellino.
“E’ un’operazione – ha ricordato il Dottor Saccà – che viene eseguita in persone giovani, generalmente entro i cinquant’anni, che hanno avuto un episodio ischemico cerebrale e non è stata individuata alcuna altra causa all’infuori della pervietà del forame ovale. La procedura, che normalmente viene guidata per via angiografica, senza quindi l’apertura del torace, oggi, in casi selezionati, viene anche effettuata a Mirano con questa nuova tecnica di sutura che non lascia alcuna protesi all’interno del cuore”.
“Per garantire servizi e prestazioni di qualità – ha concluso il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – è importante lavorare con professionisti che si aggiornano e stanno al passo con i tempi per quanto riguarda la tecnologia e le nuove tecniche. Professionisti che condividono anche esperienze importanti con altri medici di comprovato valore, come nel caso del Professor Nobles. Bene, quindi, quello che si sta offrendo anche nella Cardiologia di Mirano per quanto riguarda il trattamento per contrastare l’ictus”.
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