R. e P.
La preside di un istituto scolastico della Florida -del quale non ricordo il nome e, d’altra parte, nemmeno merita che lo si ricordi- è stata licenziata per avere “permesso” che in alcune classi agli alunni venisse mostrata la statua del David di Michelangelo.
Il provvedimento è stato preso a seguito delle rimostranze dei genitori che compongono il consiglio di quella scuola per i quali la statua rappresenta una visione altamente pornografica.
Quei genitori sono gli stessi che non si accorgono che i loro figli perdono la vista stando “appizzati” ai siti porno che compulsano sui computers o si fanno selfie e filmati hard che poi mettono on line e sono gli stessi che, continuando a coltivare l’idea della difesa personale tanto cara all’epopea western, difendono la libera vendita di armi e consentono così ai loro figli di imbracciarne una, un giorno si e l’altro pure, con la quale fare stragi in tutto il territorio americano.
Quella preside è stata oggi ospite del Comune di Firenze il cui sindaco Nardella, accompagnandola di persona in Piazza della Signoria per ammirare la statua incriminata e conferendole vari riconoscimenti, ha tracciato un ideale confine tra un “vecchio” Paese, il nostro, nel quale il buon senso e l’arte rappresentano un valore irrinunciabile e un continente troppo giovane per capirne l’essenza.
Ricordo, incidentalmente, che tra i fanciulli della mia epoca, una frase ricorrente era “cazzone americano” pur non avendo ancora notizia di episodi del genere. Possibile che fossimo già tanto avanti?
Sergio Salomone