R. e P.
È probabile che io mi sbagli ma nessuno mi toglie dalla testa l’idea che quando Geremia, dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor, scrisse Le Lamentazioni, per quanto profeta fosse, non immaginava che un giorno qualcuno lo avrebbe preso a esempio pur senza avere di che lamentarsi.
Due esempi per tutti.
Primo: Cuadrado, il calciatore della Juventus (leggasi Juventus Torino e non Juve Stabia) assurto agli onori delle comiche per i suoi funambolici capitomboli nelle aree di rigore avversarie per indurre gli arbitri a concedere alla sua squadra la massima punizione -piú funambolici di quelli di “Cavallo Pazzo” Chiarugi (qualcuno lo ricorderà) il quale, in un’intervista del febbraio scorso ha voluto rivelarci che si tuffava più per fare spettacolo che per procurarsi i rigori- si è lamentato ieri perché ultimamente, udite udite, gli arbitri starebbero danneggiando la sua squadra.
-La Juve è invisa agli arbitri- Cuadrado dixit.
E, allora, mi sono ricordato di Stanlio e Ollio che cantavano “. . . vedo gli asini che volano nel ciel . . . ” e non credo ci sia altro da aggiungere.
Secondo: quasi tutta l’italica categoria dei giornalisti engagés (nel senso che sono ingaggiati = pagati per riportare la voce del padrone) si stanno lamentando (aridàje) perché ieri Giorgia Meloni, invece di fare una conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri tenutosi per approvare il DEF ha fatto un video nel quale, camminando attraverso le stanze di Palazzo Chigi, ha illustrato i contenuti della manovra prima di entrare nella sala nella quale i Ministri l’attendevano per iniziare i lavori.
Tutti a strapparsi i capelli, i giornalisti.
È la fine del nostro lavoro, ergo (perché loro si prendono sul serio), della Democrazia.
Questo è un colpo di mano per sottrarsi alle domande scomode che il popolo (ohibò!, il popolo?) attraverso noi vorrebbe fare a chi lo governa.
E altre varie amenità.
Tutti loro sanno, in effetti, che la conferenza stampa non si è fatta perché Landini, il capo della CGIL, ha fatto presente alla Premier che avrebbe messo in ombra gli eventi organizzati dai Sindacati per la Festa del 1° Maggio ma tutti tacciono la scomoda verità finché non arriva l’UGL, il Sindacato di Destra, a svelare gli altarini e a dire che il re è nudo.
Cortigiani, vil razza dannata, per qual prezzo vendeste mia figlia?
Direbbe ancora e a ragione Rigoletto.
Sergio Salomone