PRETESTI E PROTESTE
Vivaddio!
Gli studenti fuori sede si sono finalmente accorti che gli affiti di appartamenti e camere nelle città nelle quali frequentano le Università costano troppo.
I casi sono due: o questi hanno un quoziente intellettivo più che modesto che non permette loro di rendersi conto nel breve periodo di quello che accade loro intorno e, quindi, farebbero bene a tornare alle Superiori per un supplemento di formazione -dato che il problema è vecchio e lo ho sperimentato anche io personalmente, prima, e successivamente con i mei figli, o se ne sono stati sempre buoni buoni salvo ricordarsi di fare sentire la loro protesta solo ora.
E, siccome io sono abituato a rigirare tutte, ma proprio tutte, le pietre che incontro per strada, questa cosa mi puzza e, tra me e me, mi sono domandato se dietro a questi moderni sanculotti a retrocarica non ci sia, hai visto mai?, qualcuno interessato a indurli a fare ammuína al di là del problema che realmente esisteva ed esiste.
E, rigira questa pietra e rigira quella, alla fine ho trovato la risposta in una domanda: non sarà che il proprietario della giostra è la nuova segretaria del principale partito dell’opposizione che ha deciso di riesumare la lotta dura senza paura?
Se così è, Giorgia Meloni può dormire tranquilla per i prossimi vent’anni.
Questi sinceri democratici hanno fatto buriana quando è stato approvato il decreto sui raves perché, a loro dire, non era un provvedimento urgente e limitava la libertà di aggregazione.
Proprio loro che in fatto di tempismo dovrebbero coprirsi il volto per la vergogna.
Una per tutte, nel 2005, un periodo in cui la situazione per il Paese era piuttosto incerta, premier Prodi, approvarono i PACS, il provvedimento, cioè, sulle unioni gay.
Qualcuno se ne ricorda?
Allora, amici miei, se proprio volete trovate un pretesto per protestare impegnatevi di più.
Così facendo “gli altri” vincono facile.
Sergio Salomone