La rupe dove si posò lo sparviero. È di Gerace, che parleremo questa settimana. In cima alla classifica dei più bei borghi da visitare nella nostra Calabria e di Italia, nel 2015 è entrata nella classifica dei 20 borghi più belli del Paese. Il nome Gerace deriva dal greco jerax, “sparviero”, in ricordo del rapace che, secondo la leggenda, avrebbe indicato agli abitanti di Locri il luogo in cui rifondare la città, al riparo dalle incursioni saracene. Innumerevoli i punti d’interesse storico artistico del borgo, così lo descriveva lo scrittore inglese Edwar Lear: “Piena di palazzi bellamente situati, posta su uno stretto margine di roccia.

Meravigliati da tanti panorami che si presentano da ogni lato; ogni roccia, Santuario o palazzo a Gerace sembravano essere sistemati e colorati apposta per gli artisti”. La cittadina, che conserva ancora oggi un’impostazione e un fascino medievale, si trova all’interno del Parco nazionale dell’Aspromonte. Il centro urbano, in particolare il borgo antico, è ricco di chiese, palazzi d’epoca e vani, un tempo abitazioni o botteghe, scavati direttamente nella roccia. Vi si possono ammirare il castello, la cattedrale, la chiesa di San Francesco, una serie di piccole chiese probabilmente di origine bizantina oltre a numerose costruzioni civili di varie epoche e stili architettonici. Dalla sua posizione arroccata, Gerace gode di un’ampia e panoramica visuale su gran parte del territorio della Locride. La città è posta su di una rupe, a 470 m. s. m.. L’intero territorio comunale risulta suddiviso in cinque zone urbane: Città alta- Castello- Borghetto- Borgo maggiore- Piana. La storia di Gerace è strettamente collegata a quella di Locri Epizephiri. Il nucleo abitativo, infatti, nonostante esistano tracce di frequentazione in epoca pre-greca, greca e romana, si sviluppa solo in seguito all’abbandono della città di Locri, avvenuto a partire dal VII secolo d.C., a causa del sempre maggiore pericolo piratesco e la sempre crescente insalubrità delle coste.

A questo spostamento dei Locresi dall’antico sito costiero verso l’interno è strettamente collegato anche il nome della cittadina che, a dispetto delle leggende che vogliono che esso sia legato ad un leggendario sparviero, pare dipendere dal nome della Diocesi di Locri, dedicata a Santa Ciriaca. Per la sua particolare posizione, però, Gerace divenne ben presto un centro di importanza eccezionale nella Calabria Meridionale, la possibilità di controllare i traffici costieri, la sua particolare conformazione permetteva una naturale fortificazione, fece sì che divenisse oggetto di attenzione sia dell’Impero bizantino che del regno di Sicilia. La presenza congiunta di tali potenze fece sì che il centro resistesse a lungo agli attacchi degli Arabi, che mantenesse una certa autonomia rispetto ai Normanni e che fosse, in seguito, oggetto di attenzione per i dominatori non solo dell’Italia ma di tutto il Mediterraneo. Testimonianza di tale importanza ne è la grande ed eccezionale quantità di architetture ecclesiastiche e laiche, frutto di committenze imperiali, regali principeschi e feudali. Tra le numerose chiese presenti nella cittadina le più preziose ed importanti sono: la Cattedrale –un edificio di difficile datazione che mostra chiarissimi segni di rifacimenti e di integrazioni appartenenti a varie epoche. La struttura è divisa in due parti distinte di cui una corrispondente alla cripta e l’altra alla Basilica vera e propria- la Chiesa di San Francesco, una delle più importanti strutture degli ordini mendicanti dell’Italia Meridionale, edatabile tra la fine del XIII secolo e i primi anni del XIV secolo.

La Chiesetta di San Giovannello una struttura di piccole dimensioni in pietra e mattoni, a navata unica, edificata attorno al X secolo. La Chiesa di Santa Maria del Mastro edificio, storicamente uno dei più importanti della città nell’XI secolo, nonostante sorgesse fuori dalle mura della città, nell’attuale Borgo maggiore, mostra adesso una configurazione neoclassica a croce greca, dovuta alla sua totale ricostruzione in seguito al terremoto del 1783. E ancora, la Chiesa del Sacro Cuore, la Chiesa di Santa Maria di Monserrato, la Chiesa di Maria SS del Carmine e di San Martino e molte altre ancora. Ma non solo chiese ed edifici sacri sono presenti a Gerace e degni di nota. Parliamo di architettura civile. Tra questi come non citare parte dei ruderi del Castello, o, i sontuosi palazzi che abbelliscono le vie cittadine, sono quasi sempre forniti di portali in pietra lavorata da scalpellini locali e, pur, essendo spesso frutto di restauri ottocenteschi, a seguito dei danni causati alla città dal terremoto del 1783, ripetono spesso volumetrie proprie di una fase medievale (XIII-XV secolo); non è raro trovare, infatti, al di sotto di intonaci moderni tracce di finestre bifore, di archi a sesto acuto, di finestre strombate che denunciano una attività costruttiva importante già nel XII secolo. Tra gli edifici più importanti sono da ricordare: Palazzo Grimaldi-Serra, sede del Comune, il Palazzo Migliaccio, posto in Piazza del Tocco, Palazzo Candida, che mostra chiare vicinanze con modi e stilemi siciliani, il Palazzo Arcano, dotato di un imponente portale in pietra, Palazzo De Balzo, munito di feritoie difensive, la Casa Marvasi, sulla cui facciata si apre una caratteristica bifora catalana; Palazzo Spanò che si svolge attorno ad uno dei più bei cortili spagnoli della città. In prossimità del centro abitato sono stati scoperti i resti di una necropoli che è testimone di tre diverse epoche. Gli scavi archeologici che l’hanno interessata hanno riportato alla luce ceramiche del IX secolo a.C., corredi locali e di importazione risalenti al VII secolo a.C. e varie suppellettili di origine greca e italiota risalenti al VII secolo a.C. Queste sono solo alcuni dei particolari di rilievo storico/artistico di Gerace. Un luogo tutto da scoprire o ricoprire.

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