DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2025
I Sentieri dimenticati
Domenica 2 marzo
‘A strata da “Seja”
Raduno: Ore 09:30 a Mammola, sotto gli archi della ex Ferrovia Calabro-Lucana;
Ore 10:00 partenza, con alcune macchine, per andare verso Monte Limina.
Partenza Escursione: Ore 10:30
Descrizione del sentiero: Un’escursione lungo un sentiero dai forti contenuti storici, nell’Aspromonte settentrionale, ai confini con le Serre Calabresi. Dal Passo della Limina si giunge al Monte Kellerano, nei pressi del Santuario dove visse come eremita San Nicodemo, uno dei tanti monaci che portarono fede, spiritualità e cultura nella Calabria meridionale. Il passo della Limina è uno dei passi storici più importanti della Calabria, antico crocevia di scambi commerciali, culturali che favoriva l’aggregazione con pellegrini, carbonai, boscaioli, mulattieri, pastori, contadini ecc., tra la costa ionica e la costa tirrenica. Nelle vicinanze da ammirare il paesaggio dei Piani della Limina, la zona, molto suggestiva paesaggisticamente, alterna prati a boschi di faggi, pini e di abeti. Il Monte Limina (888 m), permette dalla sue alture di godere, nelle giornate più nitide, di un panorama che comprende la piana di Gioia Tauro, la Sicilia con la vetta dell’Etna e le isole Eolie. Seguendo la segnaletica e percorrendo per un tratto la strada asfaltata, costeggiando il Monte Limina ci immettiamo sulla strada dell’Abito. Se osserviamo attentamente il percorso, scopriamo che stiamo percorrendo un’antica via che collegava la Tirrenica e la Ionica, si lascia la sterrata e si piega per il selciato della via dell’Abito. Proseguendo sulla sinistra un sentiero, lungo il bosco di leccio porta sul Monte San Nicodemo, anticamente Monte Kellerano, e la Grotta di San Fantino, dove i monaci bizantini pregavano in penitenza (la vetta del monte è alta 763 metri) con le antiche tre Croci rivolte verso lo Ionio, il Tirreno e il Santuario e alcuni resti dell’Oratorio Bizantino dedicato a San Michele Arcangelo con il pavimento e i muri perimetrali in pietra. Poi si prosegue verso il Santuario. Il Santuario di San Nicodemo, ricco di storia e tradizioni è meta tutto l’anno di numerosi pellegrini, di fedeli e turisti, sotto l’aspetto storico-religioso è uno dei santi calabresi più importanti. Superato l’altopiano si incomincia a scendere rapidamente, sul sentiero, ombreggiato da alberi, si incontrano alcuni tornanti con ai lati dei muri a secco. Arrivati ad uno spiazzo si incontra una fontana. Ripresa la discesa con diversi tornanti, si può ammirare un panorama dal fiume Torbido fino al mare Ionio e la S.G.C. Ionio-Tirreno poggiata su enormi piloni. Questa bellissima mulattiera con gradini in pietra, scavati nella roccia, immerse in tratti pregevoli di bosco e macchia mediterranea, attraverso antichi muretti a secco, contornati di tanti terrazzamenti che fino qualche anno erano tutti coltivati. Lungo il sentiero si incrociano due antiche croci in ferro, testimonianza di vitalità della fede popolare. Seguendo sempre la segnaletica, si imbocca il passo Sella (la “Seja”, via più breve), punto di valico dell’Appennino, superato il palazzo Barillaro del sec. XVII. Continuando lungo la pista, si attraversa il torrente Salino, conosciuto per le sue cascate, e si arriva all’ex scuola elementare. Si prosegue costeggiando il fiume Torbido dove si incrocia sulla sinistra il torrente Macariace; un segnale descrittivo indica il geo sito della miniera Macariace, sono visibili l’area dell’estrazione del minerale e i ruderi della vecchia miniera. Si prosegue sulla strada dopo 20 minuti siamo di nuovo agli Archi dell’ex ferrovia (240 m) di fronte alla villa comunale nelle vicinanze della porta di accesso al Parco Nazionale dell’Aspromonte. |