Ci sono anche 3 bambini tra le oltre 60 vittime dell’attentato terroristico in una sala concerti alla periferia di Mosca. Lo hanno reso noto le autorità. Il ministero per Situazioni di Emergenza ha pubblicato anche «l’elenco aggiornato» dei ricoverati in ospedale, si parla di almeno 145 feriti. Lo riportano le agenzie russe. Oltre 600 donatori hanno già donato il sangue nelle prima ora di funzionamento dei centri trasfusionali nella regione di Mosca.

Le forze dell’ordine hanno arrestato due sospetti per il sanguinoso attacco. Nell’auto fermata sono stati trovati una pistola, un caricatore per un fucile d’assalto AKM e passaporti di cittadini tagiki. Lo ha reso noto il capo della Commissione per la politica dell’informazione della Duma di Stato, Alexander Khinshtein. Lo riferisce l’agenzia Tass. «Secondo le prime informazioni, la Renault, su cui si muovevano i sospetti, è stata trovata di notte vicino al villaggio di Khatsun, nel distretto di Karachi, nella regione di Bryansk. L’auto non si è fermata su richiesta delle forze dell’ordine e ha cercato di scappare», ha scritto sul canale Telegram.
Khinshtein ha aggiunto che durante l’inseguimento è stata aperta la sparatoria, l’auto si è ribaltata. «Un terrorista è stato arrestato sul posto, gli altri sono fuggiti nella foresta. Dopo la perquisizione, alle 03:50 circa, un secondo sospetto è stato trovato e arrestato. Proseguono le ricerche degli altri».

Mosca è dunque tornata a vivere i peggiori incubi degli attacchi terroristici ceceni degli anni ’90 quando ieri sera un gruppo di uomini armati, in tenuta mimetica, ha fatto irruzione nel nord-ovest della capitale aprendo il fuoco senza pietà sugli spettatori. Secondo alcune testimonianze, gli assalitori avrebbero lanciato anche granate o bottiglie incendiarie e poco dopo l’intero edificio si è trasformato in un rogo. Per domare le fiamme sono stati messi in campo oltre 470 uomini. Le autorità hanno aperto un’inchiesta per terrorismo.

L’Isis ha rivendicato l’attacco

L’Isis ha rivendicato l’attacco armato a Mosca. Gli Stati Uniti avevano avvertito la Russia del rischio di attacchi da parte dell’Isis-K, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate. Secondo il New York Times, invece, l’ambasciata americana a Mosca il 7 marzo aveva avvertito Washington che stava «monitorando notizie secondo cui estremisti hanno piani imminenti per attaccare grandi eventi a Mosca, compresi concerti». Nell’allerta, che stando alle fonti del giornale americano era legata all’attacco di ieri, si sosteneva che gli attentati sarebbe potuti avvenire entro 48 ore. L’allarme era stato lanciato dopo che, il giorno prima, i servizi di sicurezza interni (Fsb) avevano detto di aver sventato un attacco con armi da fuoco contro i fedeli di una sinagoga nella capitale. L’intelligence russa aveva precisato che l’attentato era stato pianificato da una cellula del Wilayat Khorasan, la branca afghana dell’Isis, apparsa per la prima volta nel 2014, che si pone come obiettivo la fondazione di un nuovo califfato che riunisca vari Paesi asiatici, tra cui l’Afghanistan, il Pakistan, l’Iran ma anche alcune ex repubbliche sovietiche, come il Turkmenistan, il Tagikistan e l’Uzbekistan.

L’attacco, che il ministero degli Esteri ha invitato tutta la comunità internazionale a condannare, è avvenuto nel quartiere di Krasnogorsk, fuori e dentro la sala da concerti Crocus City Hall, la più grande di Mosca capace di ospitare oltre 7mila persone e dove stava per esibirsi la rock band Picnic. Un centinaio di persone sono state tratte in salvo da dentro la sala o dal tetto, dove si erano rifugiate e che poi in parte è crollato a causa delle fiamme. Per spegnere l’incendio sono stati fatti alzare in volo alcuni elicotteri. L’ambasciata italiana si è immediatamente attivata per verificare l’eventuale presenza di italiani, che al momento non risulta.

In un video si vedono gli assalitori – almeno quattro, altri parlano di cinque – che si avvicinano armi in pugno verso l’entrata della sala da concerti, situata nel salone di un centro commerciale, e sparano a sangue freddo su alcune persone che cercano di ripararsi in un angolo. In un altro video, rilanciato da Novaja Gazeta Europa, si vedono decine di persone accalcarsi verso l’uscita dell’edificio per sfuggire all’attacco, mentre intorno si riconoscono ben visibili decine di corpi raggiunti dai colpi d’arma da fuoco.

La Casa Bianca ha detto che i suoi «pensieri sono per le vittime del terribile attacco» e ha parlato di «immagini orribili, difficili da guardare». Secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirby, «non c’è alcun segno al momento del coinvolgimento dell’Ucraina o di ucraini nella sparatoria a Mosca». Anche la presidenza ucraina ha negato qualsiasi coinvolgimento, così come hanno fatto le unità paramilitari russe inquadrate nelle forze di Kiev che nelle ultime settimane hanno rivendicato diversi tentativi di infiltrazione nelle regioni russe frontaliere di Belgorod e Kursk. Ad alzare però subito i toni ci ha pensato l’ex presidente e attuale il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, il falco Dmitry Medvedev: «Se fosse accertato che dietro ci sono terroristi del regime di Kiev, dovranno essere tutti trovati e uccisi senza pietà. Compresi i leader dello Stato che ha commesso tali atrocità», ha minacciato sul suo canale Telegram.

Un portavoce dell’Onu, citato dall’agenzia russa Ria Novosti, ha detto che il segretario generale Antonio Guterres è in lutto per la morte degli spettatori al Crocus City Hall. «Esprimo condanna verso ogni forma di terrorismo e vicinanza nei confronti delle famiglie delle vittime», ha invece scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Annullati tutti gli eventi culturali di massa in Russia

Tutti gli eventi di massa e di intrattenimento nelle istituzioni culturali federali della Russia sono cancellati per i prossimi giorni. Lo ha detto il ministero della Cultura alla Tass. «Una tragedia terribile e incomprensibile nel Crocus City Hall. Condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime. Piangiamo con voi. Una pronta guarigione alle vittime. Gli eventi di massa e di intrattenimento nelle istituzioni culturali federali sono cancellati per i prossimi giorni», ha affermato il servizio stampa del ministero.

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