COMMENTO AL VANGELO XIV DOMENICA ORDINARIA B
Gesù torna a Nazaret, nella sua patria, dove tutti lo conoscevano come il carpentiere: lì abitava la sua famiglia. Ma l’accoglienza che gli viene riservata è tra le più burrascose. Non solo mormorano contro di lui, ma cercano addirittura di ucciderlo. Di fronte a questo muro di FREDDEZZA Gesù reagisce con due atteggiamenti.
Il primo è profondamente umano: “si meravigliava della loro incredulità”; la seconda reazione è espressa nella citazione di un proverbio “Nessuno è profeta in patria”, ricollegandosi alle figure dei profeti che erano rifiutati proprio dai loro concittadini, e perseguitati. Gesù però non si scoraggia, va avanti per la sua strada.
Ma perché questa reazione da parte dei suoi concittadini, perché tanta INCREDULITA’? Perché i nazaretani non accettano l’idea che il Messia potesse manifestarsi in modo così umile e semplice, anzi meglio in modo così NORMALE. Pensavano che un profeta dovesse fare cose straordinarie e prodigiose, ed essere forte e potente. Gesù invece si presenta come un uomo normale: “Non è costui il carpentiere”? Per loro Gesù non aveva nulla che potesse distinguerlo da loro. Non riuscivano a sopportare che un uomo come lui, che tutti conoscevano benissimo, potesse avere autorità su di loro, cioè pretendere in nome di Dio un cambiamento della loro vita e del loro cuore. Tutto ciò non potevano accettarlo da uno di loro: eppure questo è lo scandalo dell’INCARNAZIONE.
Anche per tanta gente di oggi, che pure si dice cristiana, si verifica una situazione analoga a quella degli abitanti di Nazaret. Il vangelo oggi non suscita l’impressione di qualcosa di nuovo, perché si crede di conoscerlo e lo si dà per scontato. Scriveva qualche anno fa Giovanni Paolo II: “Tanti europei contemporanei pensano di sapere cos’è il Cristianesimo, ma non lo conoscono realmente. Spesso addirittura gli elementi e le stesse nozioni fondamentali della fede non sono più noti. Molti battezzati vivono come se Cristo non esistesse: si ripetono i gesti e i segni della fede, ma ad essi non corrisponde una reale accoglienza del contenuto della fede e un’adesione alla persona di Gesù”.
La conclusione è che c’è bisogno urgente di una NUOVA evangelizzazione. Come ridare freschezza all’annuncio a chi crede già di credere? Occorre ripartire dal CUORE della fede, che non è una serie di formule da accettare, di norme da osservare o di riti da praticare, ma è una PERSONA: Gesù Cristo, Unico Salvatore e Signore di tutti.
Concedi Signore Gesù che il mio cuore non sia chiuso alla tua parola di vita. Rinnova in me lo stupore per le grandi opere che tu continui a compiere in mezzo a noi. Rendi efficace nella mia vita la tua parola di sapienza.
d. Enzo Ruggiero
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